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IPPOLITA.

COME CREARE UN GIARDINO FATATO

Creare un giardino fatato non è un impresa titanica. Basta sentire e 
interpretare i gusti dei nostri piccoli ospiti.
E' meglio piantare erbe, fiori, arbusti ed alberi spontanei che rispecchino la 
loro caratteristica principale: la semplicità.
E' molto probabile che una bella rosa rossa non venga minimamente sfiorata dagli 
esseri di luce. 
Tutte le popolazioni del mondo hanno sempre creduto che gli alberi avessero 
un'anima. Alcuni tipi di elfi e fate nascono dalle piante, come le mitiche 
Driadi greche. 
Tra le abitazioni comuni delle fate e degli elfi troviamo gli alberi, splendide 
creazioni naturali che personalmente adoro e amo quanto gli uomini. Il legame 
che si crea tra gli esseri fatati e i "Fratelli verdi" è fortissimo e 
indissolubile.
Essi vivono e muoiono con i loro alberi, e naturalmente non gradiscono che un 
uomo si faccia vivo con la scure. Callimaco racconta la seguente storia: i 
Pelasgi avevano un bellissimo bosco, fitto e ombroso, consacrato a Demetra. 
Abeti, olmi, peri, peschi, frassini, pioppi e querce contribuivano a renderlo 
lussureggiante, Erysichthon, ricco personaggio locale, era stato di recente 
abbandonato dallo spirito guardiano della sua casa (ed anche, ovviamente, dalle 
sue facoltà mentali), e decise pertanto di assumere venti schiavi per far 
abbattere l'intero bosco. Questi iniziarono buttando giù un Pioppo altissimo e 
speciale sotto il quale le ninfe erano solite danzare a mezzogiorno. Il Pioppo 
cadde con uno scricchiolio ed una delle ninfe uscì dal cerchio, divenne pallida 
e morì, le altre gridarono, e la ninfa della Quercia cominciò a rabbrividire, 
sapendo che sarebbe stata la prossima. Fu la stessa Demetra a venirle in 
soccorso: con il suo aspetto furibondo e terribile terrorizzò gli schiavi, che 
fuggirono lasciando le scuri conficcate nella Quercia, e li colpì con la 
maledizione di una carestia permanente.
Questa 'punizione' è un motivo che si ripete. Il vuoto della mente sacrilega 
alla fine si manifesta nella sofferenza permanente del vuoto fisico. 
In un giardino fatato non dovrebbe mancare l'acqua. In un angolo sarebbe bene 
installare una fontana o piccola cascata, per chi invece a più spazio consiglio 
un bel laghetto. E' la gioia dei pixie! 
Se poi qualcuno ha una vena artistica da esteriorizzare sarebbe bello creare 
statue raffiguranti satiri e fate! 
Tutte i materiali che riflettono la luce e i colori attirano gnomi e folletti. 
Gli specchi ad esempio o piccoli laghetti. 
Alberi che non dovrebbero mancare in un giardino delle fate sono:
sono il nocciolo,il salice,il sambuco e la quercia:due biancospini ed un sambuco 
vicini,sono una combinazione particolarmente pericolosa, occhio! 
Sarà gradita una parte del tuo giardino lasciata incolta. Numerose fate ed elfi 
si riuniranno qui durante le notti di luna piena! Non c'è bisogno di un grande 
spazio occorre solo far capire ai nostri ospiti che sono i benvenuti!
Chiedete, ad alta voce ogni volta che varcherete l'entrata del vostro eden, ai 
folletti di venire a trovarvi. Sicuramente loro vi sentiranno... Loro vedranno 
il tuo cuore colorarsi di luce e la seguiranno. Intesseranno questo luogo con i 
poteri che gli sono stati concessi dagli elementi della natura. Il tuo giardino 
segreto sarà allora vivo per sempre! 
Un altro elemento che non dovrebbe mancare in un giardino fatato è un piccolo 
altare di pietre. Fate e folletti amano ascoltare le nostre suppliche. 
In un angolo, vicino da altre case, collocherete anche un piccolo braciere. Il 
fuoco è un elemento che avvicina alla straordinaria bellezza di madre natura. Le 
salamandre accorreranno in cerchio e faranno battere il vostro cuore all'unisono 
con quello della terra!

"FIORI DELLE FATE"

PASSEGGIANDO PER IL BOSCO DURANTE LE MIE VACANZE HO FATTO SCORTA DEI "FIORI DELLE FATE":

potranno tornarci utile per creare altri incantesimi.
Iniziamo con:

DIGITALE (Digitalis purpurea):

 

Deriva il suo nome da "guanto del piccolo popolo",

perché le fate usano i suoi fiorellini, come guanti, altre volte
come cappello. Un altro nome di questa graziosa pianta dai fiori rosa è "ditale 
del folletto".
Le digitali contengono "digitalina" uno stimolante cardiaco che può essere 
l'origine della selvaggia eccitazione dei folletti.

IPERICO:

è molto efficace contro gli incantesimi, perché offre una reale 
protezione dalle fate. Essendo un simbolo del sole, è usato molto nel sabba del solstizio d'estate.

Oltre ad avere un gran potere di difesa ha anche grandi doti terapeutiche.

QUADRIFOGLIO:

ha il potere di spezzare un incantesimo.

VIOLA DEL PENSIERO:

è il "piccolo fiore dell'occidente" che Oberon usava nel suo 
elisir d'amore. 
(Sogno di una notte di mezza estate. William Shakespeare)

CAMPANELLA:

Il nome scozzese della pianta è "campana dei morti" perché sentire il suo tintinnio equivale a sentire le campane funebri. La campanella è uno dei più potenti fiori fatati:un bosco pieno di campanelle è un posto estremamente pericoloso:un luogo di sortilegi ed incanti.

PRIMAVERA ODOROSA:

Le primavere odorose sono amate e protette dalle fate. Questi fiori hanno il potere di rivelare l'oro nascosto delle fate.

PEPOLINO:

Le api, che sono considerate messaggeri degli Dei, hanno una 
particolare predilezione per questo fiore.
Per vedere le fate bisogna preparare un infuso con infiorescenze di pepolino, 
raccolte nei pressi di una collina frequentata dalle fate, e un pò di erba raccolta vicino ad un trono fatato.

ERBA DI SAN GIACOMO:

Questa particolare pianta è usata dalle fate come cavalli improvvisati. Le parole magiche per far volaregli steli di questa pianta sono "cavallo e covone".

PRIMULA :

Le primule vantano il potere di rendere visibile l'invisibile. Mangiarle 
è un metodo certo per vedere le fate. Chi si ferma accanto ad una roccia delle fate con in mano un mazzetto di primule, si apre la strada al loro regno, ma chi usa un numero sbagliato di primule si ritrova in rovina.

GLI ALBERI DELLE FATE
I TIGLI:

proteggono la casa dalle cattive influenze astrali, dai pensieri 
negativi che possono essere rivolti alla vostra persona. Quando si è depressi, 
angosciati, affaticati o troppo nervosi si vada per mezz'ora a sedersi sotto ai 
loro rami. Si sentirà una pace profonda che invade l'animo, una calma riposante 
che raggiunge il cuore, sentimenti di bontà e di comprensione che penetrano 
tutto l'essere.

I PINI E GLI ABETI:

spitano degli spiriti che si occupano di ridonare la salute 
e la speranza agli uomini e particolarmente ai bambini. Delle fate molto 
evolute, devote e fidate lavorano infaticabilmente a spargere influenze 
protettrici.

 

LE ACACIE:

ospitano degli spiriti molto puri; le ragazze che cercano , la 
protezione dei loro rami in fiore acquisiscono dolcezza, bontà e i protezione 
per un matrimonio felice. Le loro qualità di future spose ed il sentimento 
materno saranno notevolmente sviluppati.
I fiori d'acacia che cadono in quantità durante la fioritura, messi a macerare 
per quattro ore nel latte fresco, producono un latte di bellezza molto adatto 
per restituire alla pelle luminosità, morbidezza, e giovinezza.

I PLATANI:

stimolano al raccoglimento, alla meditazione, all'ispirazione.
Poeti, scrittori, lavoratori intellettuali, sanno che, nascosti tra le foglie 
dei platani, si trovano degli spiriti di natura molto saggi, posati ed eruditi; 
per ottenere i loro favori bisogna chiedere il loro aiuto, prendere il quaderno 
degli appunti o un libro di difficile comprensione e sistemarsi sotto le fronde 
ospitali di questo maestoso amico.

LA QUERCIA:

dona la forza muscolare, la resistenza fisica, il coraggio perché essa è abitata da un insieme di geni che donano la forza e l'ardimento. Ma se si è inclini ai litigi ed alle dispute non si deve chiedere protezione alle sue 
fronde, perché si diverrebbe ancora più eccitati