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SANTA MARIA DEL PONTE DEL PIANO

Costruita nel XIV sec. ad una sola navata, fu ampliata nei secol isuccessivi ed arricchita di dipinti ad opera del Ramazzani, Agabiti, Guerrieri, Rossi e Gubbiotti. In una cappella vi è dipinta la " Madonna della Bella" di stile bizantino. La facciata, di stile barocco, fu costruita da Vittorio Merolli (1618).

Il Comune di Sassoferrato nello statuto del 1451 stabilisce di celebrare la festa Solenne in onore di S. Ugo con la partecipazione dei magistrati del tempo, per i quali era riservata nella chiesa di S. Giovanni (oggi non più esistente), una panca particolare recante lo stemma di Sassoferrato dipinto in rosso.Questa panca, restaurata, è stata posta nella chiesa di S. Maria in occasione della festa del Santo nel 1981. Il giorno di S. Ugo era atteso con ansia da tutti, al mattino vestiti a festa si andava a Messa nella Chiesa di S. Maria alla quale partecipavano le autorità, prendendo posto nell'antica panca a loro riservata (Arcipanca del Magistrato). Il pomeriggio c'era la solenne Processione accompagnata dalla banda cittadina. La sera dopo cena si gustava il primo gelato della stagione, il "rito del gelato" coinvolgeva tutta la famiglia al gran completo. Questa festa, purtroppo, sta perdendo ogni anno sempre di più la sua importanza.

....Dalle vie più remote, dai vicoli, dalle strade ancora avvolte dall'ombra, si dirigevano verso le piazze, numerose coppie di sposi; sposi vecchi, ormai vincolati dallo stesso destino. Nessuno li aveva più visti insieme dopo il matrimonio, per le vie del paese. Ci voleva proprio il giorno di S.Ugo per vederli ancora appaiati, silenziosi accomunati, più da una stessa sorte, che da una comune volontà. E incontrandosi, le varie coppie si salutavano come a manifestare la ineluttabilità di una tradizione alla quale malgrado tutto non osavano ribellarsi. E i vari, "domani piove" , "domani nevica", "domani verrà il terremoto" accompagnavano queste coppie inconsuete al loro lento passaggio per le vie del paese. Ma alla prima seggiola libera, i coniugi sedevano soddisfatti, paghi di aver compiuto un imprescindibile dovere. Uomini che avevano fama di rivoluzionari, apologeti della settimana rossa, anarchici dalle idee atomiche e dai sentimenti più generosi, deponevano il loro orgoglio virile, la loro indipendenza ribelle, la spavalderia giacobina, per appaiarsi impacciati e silenziosi, con le loro mogli verso la piazza principale del paese per celebrare insieme il rito solenne della consumazione del gelato!

Da : "Storie tradizionali e leggende di Sassoferrato" di Renato Ottaviani