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La prima edizione della Rappresentazione della Passione, a Sassoferrato, ebbe luogo il Venerdì Santo del 1954, che quell'anno cadeva il 16 aprile. Era stata organizzata e costruita lentamente, più che nei mesi, negli anni precedenti, per un desiderio che Mons. Domenico Becchetti, vicario foraneo della collegiata di San Pietro, ed instancabile animatore della gioventù cattolica, aveva espresso agli attori della Filodrammatica "Oliva", che poco tempo prima avevano messo in scena, al Teatro Perotti, un Ponzio Pilato. Ho dei ricordi vaghi di quella rappresentazione, mi colpirono soprattutto i tuoni e i fulmini della scena della crocefissione, ma la mia fantasia di bambino galoppava soprattutto alla vista dei copioni allestiti da mio padre per le parti principali, quegli umili scartafacci battuti a macchina su vergatina leggera, spiegazzati, pieni di cancellature e di annotazioni a matita rossa e blu, che, per pura magia, erano all'origine di straordinarie epifanie... Il lavoro di programmazione e di organizzazione fu lungo e complesso, portato avanti da poche persone: mio padre, Domenico Rossi, ufficiale postale, che nell'opera teatrale aveva ricoperto il ruolo di Pilato e che nella Rappresentazione impersonò Giuda; Aldo Pesciarelli, bancario, che fu il primo Gesù crocefisso sulla scalinata della chiesa di San Francesco (mentre in teatro il ruolo era stato di Pietro Pastori), e Mario Toni, odontotecnico, che modellò i busti, le transenne, le insegne delle legioni e quant'altro, prima di vestire la corazza del centurione. Le vesti dei figuranti furono cucite dalle suore Benedettine, le insegne e i busti, fusi da Giovanni Toni nei laboratori dell'Istituto di Avviamento Professionale; furono poi reclutati oltre cento volontari, allestite le scenografie nei luoghi prescelti, predisposta una opportuna illuminazione, vestiti e truccati protagonisti e figuranti ed in una serata fredda e piovosa Piazza Matteotti ospitò il primo Orto degli ulivi e l'attuale piazzetta Caballini il primo Pretorio, con gli indimenticabili ragionier Umberto Piccirilli ed Emo Baracaia, rispettivamente nel ruolo di Pilato ed in quello di Barabba. Percorsa l'intera Via Dolorosa, sulla scalinata di San Francesco ebbe luogo la Crocefissione, con la Madonna impersonata da Pinella Mancinelli Toni. Un pubblico numeroso, infreddolito e sotto una selva di ombrelli, seguì commosso tutta la Rappresentazione, ascoltando la descrizione ed il commento che, dal vivo, ne fece Don Renato Galassi, parroco di San Facondino, (dalla successiva edizione in poi, visto il grande afflusso di folla, il commento musicale e sonoro fu più razionalmente diffuso da altoparlanti disposti lungo tutto il percorso, e toccò proprio a me realizzare la prima colonna sonora della manifestazione, leggendo il commento e mixandolo con brani musicali del coro della Cappella Sistina!) Da allora con vari intervalli, la manifestazione si è replicata per un numero significativo di volte, altri protagonisti si sono succeduti nei vari ruoli, ma è sempre corsa tra gli astanti la stessa suggestione. Ora che è giunta al cinquantenario l'entusiasmo di chi continua ad organizzarla mi sembra lo stesso di allora. Passione bagnata, Passione fortunata

Alvaro Rossi