Personaggi illustri


BALDASSARRE OLIMPO DEGLI ALESSANDRI

Nacque a Sassoferrato probabilmente nel 1486 e appartenne all’Ordine dei minori conventuali. Nel frontespizio dei Sermoni è detto “baccelliere acutissimo” e un suo contemporaneo afferma che fu lettore di Aristotele. Egli stesso ci fa sapere che studiò nove anni e compose versi d'amore,l'Ardelia, per ricreare la mente affaticata dagli studi filosofici. Fu in relazione con personaggi legati alla corte di Urbino, come i Simonetta e Girolamo Candorfini da Cagli, Federico Torcella o Torricelli da Fossombrone ma, nonostante ciò, pare che egli non sia mai vissuto a corte e, anzi, non abbia neppure conosciuto personalmente i signori a cui dedicò alcune delle sue opere.

È uno dei madrigalisti più noti della fine del XV secolo, periodo che segnò il trapasso dalle forme popolaresche a quelle madrigaliste di cui fu l’esponente più ragguardevole Pietro Bembo. Fa parte di un notevole gruppo di madrigalisti ai quali va annoverato il merito di aver distinto nel primo trentennio del secolo XVI la figura del poeta da quella del cantante-compositore. Del gruppo fanno parte anche Luca Dertonese, Sannazaro, Cariteo, Dragonetto e altri. Scrisse i Sermoni (1519) e i Prohemii (1522), nonché libretti di rime amorose che egli stesso cantava accompagnandosi con il liuto. Appartengono a questo periodo l’Olimpia, la Gloria, la Camilla, il Lignaccio. Tra le opere pubblicate la prima volta con l’editore veneziano Maffeo Pasini, la Parthenia (ove denuncia il lusso e la corruzione del clero), la Pegasea e la Nova Phenice (di argomento politico). Fino al 1523 risiedette probabilmente a Sassoferrato e svolse la sua attività in prevalenza nella regione umbro-marchigiana. Muore intorno al 1540.

BARTOLO DA SASSOFERRATO

(1314-1359) Giureconsulto, fondatore della civile giurisprudenza, fu chiamato dai contemporanei 'Monarcha Juris' perché, oltre ad essere un insigne espositore del Diritto Romano, ne seppe interpretare lo spirito, adattandone le norme ai nuovi tempi e alle mutate condizioni sociali. Per secoli Il suo commento al Corpus Juris fece testo nelle scuole ed in certi luoghi si può affermare che il diritto romano venne conosciuto unicamente attraverso l’opera di Bartolo. Fu allievo di Cino da Pistoia e gli successe sulla cattedra dell'Università di Perugia. Oltre che insegnante, Bartolo fu giudice ed avvocato e nella sua vasta opera occupano un posto importante le sue Sententiae e i suoi Consilia.

GIOVAN BATTISTA SALVI DETTO "IL SASSOFERRATO"

(1609- 1685) Giovan Battista Salvi è universalmente conosciuto come il Sassoferrato, dal nome del suo paese di origine. Obliato per lungo tempo, la critica sta rivalutando la sua opera riconoscendone le grandi qualità pittoriche. Allievo del padre Tarquinio, buon pittore locale, si sposta poi a Roma e a Napoli, ed è possibile che in ambiente napoletano si sia interessato alle opere del Reni e del Domenichino. Dopo una prima formazione marchigiana, compie a Roma le scelte che lo portano a rifiutare il linguaggio barocco. In un’epoca in cui gli artisti prediligevano impasti cromatici fortemente contrastanti, il Sassoferrato sembra affermare l’opposto: il nitore, la stasi, l'impassibilità, in una resa di colori che sembrano di smalto, puri, nitidissimi, squillanti. Le sue opere religiose, soprattutto Madonne, sono piene di dolcezza e di sentimento religioso. A 34 anni compiva il suo capolavoro: la "Madonna del Rosario" conservato nella chiesa di Santa Sabina a Roma. Nel 1977 e nel 1986 le Poste Italiane hanno emesso una serie di francobolli con la sua effigie e quella delle sue Madonne. Nel 1990 il Comune di Sassoferrato gli ha dedicato una grande mostra, nella quale furono esposte una ottantina di sue opere appartenenti a collezioni pubbliche nazionali, europee e d’oltre oceano.

NICCOLÒ PEROTTI

(1430-1480) Nacque a Sassoferrato, fu educato a Mantova da Vittorino de' Ribaldoni da Feltre e successivamente a Ferrara dal Guarino. Giunto a Roma passò al servizio del Cardinale Bessarione e lo accompagnò nella sua delegazione a Bologna dove incontrò l'imperatore Federico II al quale presentò l'omaggio della città con una splendida orazione latina, che gli valse la corona d'alloro e la nomina di Conte. Fu segretario apostolico di tre Papi (Eugenio IV, Niccolò V e Callisto III). Nel 1458 Papa Pio II lo nomina Arcivescovo di Siponto. Le sue opere più importanti sono: la traduzione dei primi cinque libri di Polibio; un Trattato di Metrica Oraziana e i Rudimenta Grammatices. Scoprì nella biblioteca Vaticana 32 Favole di Fedro che ancora oggi vanno sotto il nome di Appendix Perottina, ma l'opera più grande di questo geniale umanista, lasciata purtroppo incompleta, è la Cornu Copia Linguae Latinae.

PANDOLFO COLLENUCCIO

(1444-1504) Insigne letterato, poeta e uomo politico. Dopo aver compiuto gli studi a Padova, dove si laureò in giurisprudenza e a Venezia, in quella di scienze naturali, Collenuccio si inserì nell’ambiente della Corte Sforzesca di Pesaro, dove frequentò dotti e umanisti. La sua carriera di cortigiano e diplomatico lo mise in contatto con Lorenzo de’ Medici e Poliziano, presso cui acquistò la fama di eccellente letterato e poeta. Fu Podestà a Firenze. Cadde tuttavia in disgrazia e, accusato di tradimento, fu fatto giustiziare da Giovanni Sforza. Scrisse un’originale opera naturalistica, “La Pliniana Defensio”, per difendere Plinio dalle accuse di Niccolò Leoniceno. Compose la bellissima e cristiana “Canzone alla morte”.

Pietro Paolo Agabiti

(1465 o 1470-1540) Nasce nel Borgo di Sassoferrato da Agabito Agabiti. Fu pittore di soggetti religiosi, oltre che architetto e ceramista. Nel 1497 dipinge la Tavola "La Madonna in trono con il Bambino e due Santi" conservata nella pinacoteca civica di Padova. In questa opera è evidente la maniera veneta di Cima da Conegliano del quale l’Agabiti subì il fascino. Tra il 1523 e il 1526 avvenne, a Jesi, l'incontro più importante della sua vita artistica con il pittore Lorenzo Lotto. L'arte dell'Agabiti è da considerarsi un felice incontro tra la pittura veneta e quella umbra.

ALESSANDRO OLIVA

(1407-1553) Cardinale, uomo celebre per la dottrina teologica e illustre per la santità.